martedì 22 luglio 2008

Schulundentwicklungundinterkultur

In Europa si sta diffondendo,in particolare in Germania,Svizzera,Austria,un rinnovamento del sistema scolastico nazionale sostenuto dal principio del "Schulentwicklung " per endere più efficiente ed efficace l'istituzione scolastica,dalla scuola dell'infanzia fino alle scuole superiori,accettando le sfide della società multiculturale (cfr. http://www.csa.fi.it/- area intercultura).
In Svizzera, i 26 autonomi Cantoni,sin dall'inizio degli anni '90 hanno dato avvio ad una politica di rinnovamento e sviluppo delle scuole,grazie anche all'opera di orientamento e coordinamento dell'EDK-Conferenza svizzera dei direttori cantonli della pubblica istruzione(http://www.edk.ch/).E la ricerca educativa che abbiamo affrontato e diffuso con il titolo
"Schulentwicklung in multikulturellen Schulen " - Zurigo 2007- 2008
-Introduzione
In questi ultimi anni molti sono stati gli avvenimenti che hanno portato, in diversi settori,una valutazione positiva della società svizzera, in particolare il suo sistema di vita politica e sociale, culturale e civile, in relazione a quanto avviene in Italia o in altri Paesi dell’UE.
Basta ricordare i positivi risultati ottenuti dai giovani studenti svizzeri nell’indagine internazionale P.I.S.A. nelle tre tornate di ricerche educative (2000- 2003-2006).
Registriamo inoltre altre positività elvetiche che vanno dall’alto livello della ricerca scientifica e del cosiddetto “Campus virtuale svizzero” all’ applicazione delle nuove tecnologie informatiche, dai nuovi moduli di studio delle università elvetiche alle innovazioni introdotte nella politica della formazione / integrazione scolastica degli alunni d’origine straniera (le percentuali della loro presenza nelle scuole locali vanno dal 15 al 23% ) fino alla graduale diffusione del modello sul “ Schulentwicklung “ ( Sviluppo della scuola = S.E. ) ,che anche in base agli studi dell’ OECD/CERI del 1995-97. si ispira al cosiddetto “St.Galler Schulmodell”,basato sui principi della “Neue Management Theorie”(1).
Tali tematiche hanno trovato un continuo ed efficace sviluppo nelle scuole e nei programmi di altri paesi europei, come la Germania,la Gran Bretagna,l’Austria . (2)
Di fronte alla crescita nelle scuole locali dell’eterogeneità degli alunni per nazionalità,colore della pelle e religione,alla complessità delle situazioni ed alla pluralità di lingue e culture , i sistemi scolastici di questi paesi hanno programmato e realizzato strategie di interventi e specifici progetti rivolti ad eliminare ,o almeno a ridurre,svantaggi linguistici ,discriminazioni sociali e culturali emerse nelle scuole multiculturali. Il tutto al fine di garantire uguaglianza di possibilità educative ,diritto allo studio,formazione e qualificazione professionale e successo scolastico, anche per gli alunni di origine straniera.
In questo contesto emergono frequenti domande alla scuola di oggi dove spesso i docenti constatano quanto a Monaco o a Zurigo i loro colleghi confessano con designazione :Nichts wird so realisiert wie es geplant war (niente si è potuto realizzare come era stato programmato).La scuola ed ai suoi dirigenti riflettono sulle conseguenze delle migrazioni di diversi gruppi etnici, sullo sviluppo dell’ apprendimento /insegnamento, sulla qualità del servizio scolastico e su quali strategie pedagogiche ed organizzative la scuola intende adottare per far fronte alla complessità delle situazioni ed alle sfide portate dalla società multiculturale e dalla globalizzazione.
Per una scuola che diviene sempre più multiculturale,adeguate risposte sono emerse nei sistemi scolastici di alcuni paesi europei (Germania,Gran Bretagna,Austria) che insieme alla Svizzera hanno messo mano a riforme ed al rinnovamento dei programmi didattici con un piano generale ( e non con separati interventi per settore scolastico).Ciò al fine di coniugare nei diversi ambiti lo S.E.e dare adeguate risposte pedagogiche e organizzative alle accennate complessità,come è emerso nelle scuole della Confederazione Elvetica.


-Sviluppo della scuola in Svizzera
In Svizzera sin dagli anni ‘90 hanno preso l’avvio nei 26 Cantoni ,anche a seguito delle proposte dell’ E.D.K.-Conferenza svizzera dei direttori cantonali dell’istruzione-riforme scolastiche orientate verso due punti fondamentali :
- come si può migliorare l’ efficacia di un sistema scolastico di fronte alle nuove sfide portate dalle disuguaglianze sociali, migrazioni,eterogeneità e complessità degli alunni, multiculturalità,...
- come si può raggiungere un’ alta qualità di risultati nelle istituzioni scolastiche, il cui nucleo –base rimane sempre l’ apprendimento /insegnamento.
In relazione alle diverse realtà scolastiche cantonali,la ricerca educativa elvetica ha individuato comuni e precisi obiettivi da perseguire quali :
- costruzione di una qualificata Direzione scolastica (Schullleitung) con proprie e definite competenze :
- istituzione di un ufficio tecnico per l’ espletamento della valutazione scolastica esterna:
- colloqui con i collaboratori scolastici e periodiche valuta –
zioni del corpo docente:
- intensificazione dell’ aggiornamento professionale .
In questo contesto sono emerse t r e tendenze per lo sviluppo dell’ istituto scolastico (appunto Schulentwicklung = S.E.) verso le quali si è indirizzata la politica scolastica per raggiungere 1. l’Harmonisierung “ dei sistemi scolastici cantonali e renderli più articolati ed omogenei tra di loro durante gli anni della scuola dell ‘obbligo ( e da qui il progetto “ HarmoS”); 2. la definizione degli obiettivi della scuola primaria ( e da qui la definizione degli obiettivi standard minimi “(3)e tests valutativi ,del ruolo della ricerca educativa,secondo certe indicazioni dell’ E.D.K. elvetica; 3. la definizione di nuove forme di “Schulleitung” –Direzione della scuola-,correlate ad una intensa attività per l’aggiornamento dei docenti ed allo sviluppo di una “Corporate Identity“dell’istituzione scolastica.(4).
In concreto si tratta di obiettivi che intendono combattere certe “ passività “scolastiche ,certe designazioni ed apatie e rinnovare l’istituzione prima di tutto dal di dentro,con la collaborazione dei docenti e la partecipazione dei genitori.Si parla infatti di “innere Schulentwicklung”, di sviluppo della scuola dal suo interno, dall’ insieme degli organi che la governano dal di dentro,come sostengono i docenti in Baviera, in Svizzera o in Austria. Quindi rinnovare dal di dentro e non,come accade, “von oben “.
Per i docenti importante è stato il percorso che lo S.E. ha fatto e fa dentro l’istituzione scolastica,ogni giorno ,con una graduale programmazione tesa a creare (5) delle comuni disponibilità, a superare i propri limiti per rinnovare la scuola e il sistema scolastico di una nazione, per pensare insieme ad una “ Schule mit Zukunt “, una scuola con il futuro, come è il titolo di tanti progetti e ricerche educative realizzate in questi anni nelle scuole tedesche,svizzere ed austriache.



-Concetti chiave dello sviluppo
Quali sono i concetti fondamentali che sostengono questo S.E. ?Quali sono le condizioni per attuarlo con successo nelle scuole ? Chi regola o almeno promuove lo S.E. ?A queste domande dà una prima risposta il seguente prospetto che riassume i concetti-chiave dello S.E. (nove),per la cui realizzazione fondamentale è stato – ed è – il ruolo del Dirigente scolastico e del gruppo di coordinamento i cui membri sono indicati dal Collegio dei Docenti.

Visione

Profilo della scuola ........... Valutazione...........Realizzazione degli interventi

Gruppo di coordinamento ..........Team .............. Condizioni di partenza

P.O.F.-Scuola.................Quadro della Direzione scolastica(modello)


I su indicati concetti-chiave dello S.E. rientrano grosso modo nella generale comprensione dei docenti e Dirigenti scolastici. ;L’ importante è poter comprendere i loro significato ed articolazione all’ interno della vita dell’istituto scolastico ed, in particolare , del momento centrale nello sviluppo delle attività educative,la visione.
Il significato del termine “visione “ –dal tedesco vision- è da intendere nel senso concreto ,come concezione del mondo scolastico e dei suoi valori ( Weltanschauung).concezione che visualizza le prospettive future della scuola,i suoi obiettivi pedagogici e socio-culturali ch’ essa cerca di realizzare agendo giorno per giorno ,sostenuta dalla fiducia , dal consenso e dall’ impegno di tutti i partecipanti allo sviluppo della scuola (docenti,studenti,genitori,Direzione dell’ istituto scolastico).
Essenziali condizioni per il buon esito dello S.E. sono rappresentate da momenti e da decisioni spesso trascurate ( o non sufficientemente considerate) nella vita della scuola, come per esempio :
- esauriente informazione ( contenuti e metodi ) per la creazione della motivazione alle attività e progetti della scuola.
- comunicazione aperta e trasparente sul percorso generale dello S.E. come base per una ampia cooperazione e partecipazione dei docenti alle diverse iniziative:
- guida interna per assicurare la sicurezza del coordinamento e della continuità degli interventi
- autocontrollo attraverso interne verifiche sulla qualità delle attività intraprese nei diversi settori di conoscenza
- chiara e comune scelta degli obiettivi,con delibera del Collegio Docenti (6) sugli interventi inseriti nel P.O.F. e sulla partecipazione dei diversi docenti .

- Le innovazioni nella scuola
Lo S.E.,come modulo pedagogico di crescita scolastica,introduce nell’istituto educativo due significanti innovazioni demandate a due organi scolastici ben delineati in precedenza nella “Visione “ della scuola, :il Team e il Gruppo di coordinamento (GdC.).
Il Team è formato da docenti che,molto sensibili all’aggiornamento ed alle innovazioni pedagogiche e didattiche,fanno conoscere e diffondono tra i colleghi nuovi orientamenti della didattica e nuove forme di apprendimento/insegnamento per gli studenti. I docenti membri del Team ( 4/5 docenti eletti dal Collegio ogni due anni)cercano di promuovere ed aumentare la collaborazione tra gli insegnanti delle diverse discipline ,rendendoli più disponibili verso il compiti della scuola e più consapevoli delle nuove richieste verso il loro lavoro professionale.
E’ un incarico molto importante che,all’ interno e all’ esterno della scuola, produce poi risultati che conosciamo con le parole note di “ buon insegnamento “ e in definitiva di una “ buona scuola “.Fondamentale è l’impegno del Team per sviluppare la cooperazione tra i docenti,per stimolare un aggiornamento personale, per aumentare il consenso su progetti e attività didattiche e in concreto per migliorare i rapporti t r a i docenti di una stessa scuola e favorire il suo sviluppo.
La seconda innovazione riguarda l’altro organo scolastico, il Gruppo di Coordinamento ,GdC, al quale è affidata la buona riuscita del S.E.,proprio in ragione della sua rappresentatività locale e il numero di componenti (10- 12 ),eletti rispettivamente dal Collegio docenti,dalla conferenza dei genitori,da tutti gli studenti .Il GcC è composto da docenti,studenti,genitori e dal Dirigente scolastico e rimane in carica due anni; è un gruppo responsabile dello sviluppo della scuola e del suo funzionamento.Il GdC è una guida permanente per lo svolgimento degli incarichi affidati dal Collegio,incarichi che devono tener conto delle leggi scolastiche e delle competenze del Dirigente scolastico.
Definite queste due funzionali innovazioni per lo S.E., è necessario collegare ,come abbiamo potuto constatare nelle scuole svizzere,l’articolazione dei ruoli e di organi afferenti allo sviluppo dell’istituto scolastico: il Collegio dei docenti,il Team, il Gruppo di coordinamento,i gruppi di lavoro,il Dirigente scolastico.
Certamente il Collegio dei docenti assume le decisioni più importanti per l’organizzazione dell’apprendimento/insegnamento e le altre attività connesse, sollecita relazioni /verifiche a medio e lungo termine sulle attività,svolge altri incarichi secondo le esigenze dell’ istituto.
Da parte sua il GdC pianifica e coordina lo svolgimento delle attività,realizza gli incarichi ricevuti dal Collegio,tiene ordine nelle relazioni svolte dai gruppi di lavoro,presenta specifici rapporti al Collegio,in relazione a quanto elaborato nelle diverse attività d’istituto. In queste scuole c’è inoltre una presenza specifica data dai consiglieri del Dirigente scolastico –in genere 2 o 3 - (paragonabili ai collaboratori del D.S.), che seguono in modo discreto tutte le attività e i loro processi di realizzazione ,curano le comunicazioni della scuola con l’esterno, fanno i moderatori nelle conferenze o riunioni generali del Collegio.Sono anche disponibili per dare pareri o consigli al Gruppo di coordinamento o agli stessi docenti.
Come abbiamo potuto constatare,il modello di S.E. si basa su tre insostituibili fattori ;una strategia dell’istituto scolastico (Vision), una cultura di valori diffusi da un’adeguata comunicazione (Kultur ),una struttura efficace per l’ organizzazione e il coordinamento delle attività della scuola (Struktur-Management).Ad esse si deve ispirare e rapportare – ogni giorno- l’opera del Dirigente scolastico che diviene il motore dello sviluppo della scuola e della sua immagine ed identità dentro e fuori di essa. Er muss Motor der Schulentwicklung sein- sostiene convinto un docente svizzero,con l’avvertenza che il Dirigente scolastico nel processo di sviluppo della scuola non deve assumere una posizione prevalente .


-Difficoltà per lo sviluppo
Il modello di S.E. attuato nelle scuole tedesche e svizzere si basa molto sulla convinzione che una scuola può e deve essere sviluppata d a l d i d e n t r o.Tutti i partecipanti al processo educativo,docenti,alunni,genitori, devono avere un’espe-
rienza quotidiana su ciò che si svolge nelle sue aule, come per esempio, su ciò che è efficace nell’ insegnamento e nello studio dell’alunno, come anche su che cosa danneggia la scuola, su ciò che non è in ordine e richiede un apposito intervento,perché i miglioramenti nelle attività scolastiche sono utili ed è possibile attuarli proprio per un positivo sviluppo dell’istituto scolastico. In questo contesto emerge un’altra convinzione diffusa nelle scuole: lo S.E. non può essere disposto dall’alto,dal Dirigente dell’istituto. Occorre riferirsi all’ impegno comune dei docenti,alla loro cooperazione e quindi all’apposito Gruppo di coordinamento(GdC).